Diritti LGBT in Italia | Wikipedia



I diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender in Italia sono cambiati in maniera significativa nel corso degli ultimi anni, anche se le persone LGBT possono ancora affrontare ostacoli dal punto di vista legale non incontrati da cittadini non-LGBT. Nonostante ciò, l'Italia è considerata una nazione gay-friendly e l'opinione pubblica sull'omosessualità è generalmente considerata sempre più liberale, anche se le persone LGBT possono ancora essere vittime di casi di omofobia. Le unioni civili e le convivenze di fatto sono legalmente riconosciute dal giugno 2016.

In Italia, i rapporti omosessuali sia maschili che femminili sono legali sin dal 1890, quando è stato promulgato il nuovo codice penale. Una legge sulle unioni civili, approvata a maggio 2016, garantisce la maggior parte dei diritti garantiti dal matrimonio. Il diritto di poter adottare, però, è stato all'ultimo rimosso dalla legge e, pertanto, la questione si è spostata sul piano giudiziario. La stessa legge fornisce sia alle coppie omosessuali che a quelle eterosessuali che si trovano in una situazione di convivenza alcuni diritti minimi.

Le persone transgender possono legalmente cambiare sesso secondo la legge numero 164 dell'aprile 1982. Nel 1984, a Pescara, Gabriella Cacciagrano, transessuale di 23 anni, è stata la prima transessuale donna a contrarre matrimonio in Italia (con un ragazzo di 26 anni), dopo il riconoscimento del suo nuovo sesso nel 1982. Sebbene le discriminazioni in campo lavorativo basate sull'orientamento sessuale siano vietate, in attuazione di una direttiva dell'Unione Europea, sin dal 2003, nessun'altra legge nazionale contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale o l'identità di genere è stata al momento introdotta; peraltro, alcune regioni italiane si sono mosse in tal senso con alcune leggi ad efficacia limitata. Nel febbraio 2016, dopo l'approvazione da parte del Senato della legge sulle unioni civili, un sondaggio ha mostrato che una larga maggioranza degli italiani è a favore delle unioni civili (69%), la maggioranza è a favore del matrimonio (56%), mentre solo il 37% è a favore del diritto all'adozione per le coppie LGBT.

Secono Ilga Europe 2020, l'Italia si classifica 35° su 49 paesi Europei per quanto riguardano i diritti delle persone LGBT, a causa della mancanza di una legge specifica contro l'omobitransfobia, la cui discussione in aula è rimandata a luglio 2020 causa coronavirus.
















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